AI Governance · 13 min

Come progettare un agente AI

Tool calling, memoria, permessi, fallback e supervisione nella progettazione di agenti aziendali.

agentitool callingworkflow

Un agente AI non è un chatbot con un nome diverso: è un sistema in cui il modello decide quali strumenti usare e in che ordine per raggiungere un obiettivo. Più potere dai all'agente, più servono permessi, fallback e supervisione. Progettarlo bene è ingegneria, non prompt.

Cos'è un agente

Un agente combina un modello, un insieme di strumenti (tool/funzioni) e un loop di esecuzione: il modello osserva lo stato, decide un'azione, la esegue tramite uno strumento, legge il risultato e ripete fino a completare il compito.

La differenza con un chatbot è l'autonomia: l'agente agisce sul mondo (chiama API, scrive su database, invia email), non si limita a rispondere.

Strumenti, permessi e confini

Ogni strumento che dai all'agente è anche una superficie di rischio. Vanno definiti permessi minimi, confini chiari e azioni reversibili dove possibile.

  • Principio del privilegio minimo: l'agente accede solo a ciò che gli serve
  • Azioni distruttive o irreversibili → conferma umana obbligatoria
  • Tool con input validati: l'agente non passa parametri arbitrari senza controllo
  • Timeout e limiti: numero massimo di passi per evitare loop infiniti

Memoria, fallback e supervisione

Un agente robusto gestisce gli errori invece di ignorarli: se uno strumento fallisce, riprova, cambia strategia o si ferma e chiede aiuto. La memoria (stato, decisioni, risultati intermedi) va gestita esplicitamente.

Loop di un agente con guardrail
while (!done && passi < MAX) {  azione = modello.decidi(stato)  if (azione.rischiosa) → richiedi conferma umana  risultato = esegui(azione)   // con validazione input  stato = aggiorna(stato, risultato)}

Osservabilità: vedere cosa fa l'agente

Un agente senza logging è una scatola nera che agisce sui tuoi sistemi. Servono tracce di ogni decisione, strumento chiamato, input e output, per debugging, audit e miglioramento. Senza osservabilità non c'è governance possibile.

In sintesi

  • Un agente agisce, non solo risponde: ogni strumento è anche un rischio.
  • Privilegio minimo + conferma umana sulle azioni irreversibili.
  • Gestisci esplicitamente errori, fallback, memoria e limiti di passi.
  • Senza logging e tracciabilità un agente non è governabile.

FAQ tecniche

Quando serve un agente e quando basta un workflow?

Se i passi sono noti e fissi, un workflow deterministico è più affidabile e prevedibile. L'agente serve quando il percorso varia e va deciso dinamicamente. Spesso si combinano.

Come evito che un agente faccia danni?

Permessi minimi, validazione degli input degli strumenti, conferma umana sulle azioni critiche, limiti di esecuzione e logging completo. La sicurezza è nell'architettura, non nel prompt.

Dalla teoria al sistema in produzione.

Non spieghiamo soltanto come funziona: progettiamo, sviluppiamo e governiamo architetture AI, agenti, RAG e integrazioni partendo dai processi reali.

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